Perché la scienza è così etero?

A causa della scarsa rappresentanza della comunità LGBT+ negli ambienti scientifici, la scienza appare etero. L’ha raccontato Manil Suri sul New York Times

di Manil Suri

Traduzione di questo articolo Opinion | Why Is Science So Straight? – The New York Times (nytimes.com)

Molti anni fa, mentre pranzavamo nella nostra caffetteria universitaria, ho fatto coming out come gay con un collega del dipartimento di ingegneria. “Non mi ero reso conto che eri così anticonvenzionale“, ha detto. Ho provato a spiegargli che essere gay è un qualcosa di innato e che non ha nulla a che fare con il voler sovvertire la convenzione, ma si è rifiutato di ritirare la sua etichetta. Guardando indietro, forse aveva ragione.

Ero anticonvenzionale perché avevo violato una legge non scritta delle facoltà STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica): l’invisibilità dei suoi membri LGBT+.

Photo by Francesco Ungaro on Pexels.com

Vorrei chiarire che la mia università è molto gay-friendly. Infatti, due anni fa, l’associazione LGBT della nostra facoltà ha creato un sito web pubblico con un elenco di quei membri che si sentono a proprio agio a essere out con gli studenti, per contribuire a promuovere la visibilità della nostra comunità. Finora, il College of arts, humanities and social sciences ha 12 membri iscritti. I dipartimenti STEM, nel complesso, ne hanno avuto uno: io.

Ma la mancanza di visibilità non si limita al mondo accademico. Il mio compagno, un ingegnere civile, ricorda di aver incontrato solo altri due ingegneri gay in una carriera di 35 anni.

Le statistiche sono difficili da trovare, ma un’analisi di Erin Cech, sociologa della Rice University, ha rilevato un 20% in meno di impiegati LGBT in posti di lavoro governativi correlati alle STEM di quanto ci si dovrebbe aspettare.

Ma la sottorappresentanza è solo uno dei fattori che riduce la visibilità. A differenza delle donne e delle minoranze, il cui status è solitamente ovvio, l’orientamento sessuale è una caratteristica nascosta. Il fatto che una parte considerevole della forza lavoro STEM LGBT sia non dichiarata (il 43%, secondo una stima del 2015) aggrava ulteriormente questo effetto.

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Ma c’è un altro fattore da considerare. La cultura STEM è molto focalizzata sul problem-solving. Le conversazioni, anche durante il pranzo, in genere rimangono limitate alle questioni lavorative (per quello che ho potuto notare, la situazione è molto diversa negli ambienti artistici e letterari). Una collega che ha studiato nel dipartimento di matematica allo Spelman College racconta di un pomeriggio surreale l’11 settembre 2001, quando il suo professore ha tenuto placidamente la lezione programmata senza menzionare nemmeno una volta l’attacco alle Torri Gemelle.

Esprimere troppo la propria identità personale può essere visto come in contrasto con la neutralità scientifica. Nelle sedi più competitive, dove l’immersione completa nel proprio campo è l’ideale promosso, la menzione di un interesse extracurriculare può anche essere colta come mancanza di impegno. Mi ricordo di un giovane matematico di un prestigioso istituto di ricerca che aveva condiviso con me il suo amore per il pianoforte, dopo aver sentito che scrivevo romanzi. “Non dire a nessuno nel mio dipartimento che possiedo un pianoforte”, mi aveva chiesto subito dopo.

La pressione per conformarsi si fa particolarmente sentire nell’ingegneria, dove, come lamenta il mio partner, la formazione è orientata in modo che tutti arrivino a essere solo un ingranaggio di una soluzione standard. Non sorprende, quindi, che la professoressa Cech e un suo collaboratore abbiano scoperto che l’eteronormatività è profondamente radicata nella disciplina. “Tutti in questo campo sono presumibilmente etero”, ha dichiarato loro uno studente gay in un’intervista.

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In un’altra intervista, un ingegnere chimico che lavora per una multinazionale petrolifera descrive l’atmosfera come “quasi militarista in termini di come trattano le persone”. E ha rivelato che non pensano nemmeno che la diversity sia una questione da considerare. Per far fronte, molte persone gay e lesbiche devono imparare a sopprimere aspetti cruciali delle loro personalità e compartimentare le loro vite.

L’indagine della professoressa Cech mostra gli effetti di tale inospitalità ambientale. I lavoratori LGBT nei settori correlati alle STEM segnalano una soddisfazione sul lavoro significativamente inferiore, sia rispetto ad altri lavoratori STEM sia ai lavoratori LGBT in altri campi.

Tale malcontento — e tale invisibilità — può contribuire a diffondere l’idea che un determinato luogo di lavoro non sia accogliente. E di conseguenza, giovani lesbiche e gay potrebbero svendersi, mirando a occupazioni meno adatte ai loro talenti, ma in cui vedono più persone come loro.

Oltre a facilitare una maggiore realizzazione intellettuale, la diversity nella forza lavoro aiuta anche la ricerca. Ad esempio, il lavoro di Andras Tilcsik e dei suoi collaboratori presso la Rotman School of Management dell’Università di Toronto mostra che persone gay e lesbiche sviluppano maggiori competenze nella percettività sociale – un tratto non tradizionalmente ricercato in contesti ingegneristici, ma che potrebbe contribuire a renderli più reattivi ai bisogni umani.

Sebbene vi sia stato uno sforzo per rendere i campi STEM più diversificati in termini di genere e razza, la partecipazione della comunità LGBT ha ricevuto attenzioni e risorse relativamente scarse. Un’eccezione è una recente sovvenzione della National Science Foundation per affrontare i pregiudizi contro le minoranze sessuali nei dipartimenti di ingegneria. Organizzazioni come Out in STEM e la National Organization for Gay and Lesbian Scientists and Technical Professionals  stanno assumendo un ruolo guida nel fornire mentoring e networking – attività che si sono rivelate indispensabili per le donne e le minoranze.

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Un passo essenziale è rompere i modelli di occultamento che si autoperpetuano. Gli insegnanti devono fare coming out non solo con i loro colleghi, ma anche con gli studenti, alcuni dei quali avranno bisogno di modelli. E tutti devono abituarsi a professionisti LGBT visibili per prepararsi alle future dinamiche sul posto di lavoro.

Più criticamente, la cultura STEM dovrebbe tenere a freno la pressione per separare le identità professionali e personali. Dovrebbe vedere i suoi lavoratori in modo più olistico, accogliendo i loro interessi e le loro differenze come risorse.

Le aziende dovrebbero rendersi conto che esistono alternative più redditizie rispetto a trattare gli ingegneri come unità intercambiabili. Dopo anni di ostinata resistenza, Exxon a gennaio ha finalmente aggiunto l’orientamento sessuale e l’identità di genere alla sua politica anti-discriminazione, in parte anche per attirare i migliori talenti STEM.

Dopo la legalizzazione del matrimonio gay, il Paese sembra pronto a vietare i pregiudizi sul lavoro. Al di là di tali protezioni, tuttavia, l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a un punto in cui i campi STEM riconoscano sinceramente i membri della comunità LGBT come una risorsa che vale la pena coltivare.

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2 commenti

  1. Questo post mi è apparso nella sezione “Reader” di WordPress, e posso dire che mi ha fatto davvero molto piacere leggerlo. Mi interesso tantissimo di Diritti civili, Diritti umani! E questo tuo post, è davvero molto bello.
    Siccome sono nel tuo spazio, volevo chiederti se posso condividerlo nella mia pagina Facebook, o sul mio blog.
    FB Page: http://www.facebook.com/fabioargiolas.paginapersonale
    WP Blog: http://fabioargiolas.home.blog
    Un caro saluto dalla bellissima Sardegna
    Fabio Argiolas

    "Mi piace"

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